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martedì 15 ottobre 2013

Intervista a Larry "The Free Software Guy" [2/2]

Ecco la seconda parte dell'intervista a +Larry Cafiero (se vi siete persi la prima potete trovarla qui), questa volta nelle vesti di Larry the Free Software Guy e alle prese con domande un po' più pungenti e di attualità sul mondo FLOSS.

Larry Cafiero al Linux Users Group di Davis (LUGOD) in California, USA


Come sempre, potete trovare l'intervista originale (in inglese) qui. Mi permetto, prima di lasciarvi alla lettura, di ringraziare ancora una volta il disponibilissimo +Larry Cafiero e tutto lo staff di +Magliettabianca che tra suggerimenti, idee e traduzioni mi ha aiutato moltissimo nella creazione di quest'intervista.

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Intervistatore (aka Io): Pensi che dopo lo scandalo causato da Prism le persone (e, più importante, la Pubblica Amministrazione) apprezzino maggiormente il software Open Source?

Larry "The Free Software Guy" Cafiero: Sì. Per quanto brutto Prism sia - ed è davvero molto brutto - penso che grazie ad esso le persone stiano iniziando a pensare più alla loro sicurezza digitale. Certo, la maggior parte di esse avrebbero dovuto già pensarci per tutto questo tempo e credo che Eric Schmit (Executive Chairman di Google) abbia avvisato tutti qualche anno fa quando durante un programma televisivo su Google disse, e non è una citazione corretta, "qualunque cosa sia online non è privata". Idealmente ora che le persone sanno di essere osservate staranno più attente e forse correranno ai ripari, magari usando Linux o BSD e altri programmi FOSS.

Per il governo il software Free e Open Source è la chiave per una società aperta su ogni livello: locale, statale e nazionale. Sono un grande sostenitore di un'organizzazione negli Stati Uniti chiamata "Open Source for America" che lavora per rendere il software Open Source disponibile per qualunque governo. Penso che l'Europa sia molto, molto più avanzata rispetto agli Stati Uniti in questo senso, basta guardare alle politiche di Monaco in Germania o Extremadura in Spagna. Stiamo cercando di raggiungere l'Europa riguardo a questo aspetto e spero potremmo farlo presto.


I: Il fatto che "una famosa distribuzione GNU/Linux" sia stata accusata di inserire spyware all'interno del proprio sistema operativo può influenzare negativamente l'opinione riguardo l'Open Source e, in generale, GNU/Linux?

L: Se prendi la Lens Amazon di Unity su Ubuntu come esempio allora sì, questo particolare incidente è molto lontano dallo spirito e dalle intenzioni del FLOSS. A posteriori, avrebbe dovuto essere qualcosa da poter aggiungere, non qualcosa dal quale doversi togliere, ma a quel punto non sarebbe stato positivo per gli interessi commerciali, in questo caso di Amazon. È questo il motivo per cui Canonical ha agito così.

Piuttosto che avere un cattivo effetto sull'Open Source e su GNU/Linux, penso che questo fatto in particolare abbia influenzato solamente Ubuntu, ma non credo che l'intera comunità FLOSS ne abbia risentito. Sono felice che il ruggito degli utenti nel mondo FLOSS abbia fatto tornare Canonical sui suoi passi in questo caso, è una delle forze del software Free/Open Source quella di obiettare fortemente al punto di far cambiare idea ad Ubuntu, così come quella di essere solida al punto di sopravvivere anche a questi scivoloni.


I: Wayland e Mir. Cosa pensi di una frammentazione a così basso livello nel mondo FLOSS? Se più tra coloro che pensano "più scelta c'è, meglio è" oppure credi che un numero così elevato di progetti e un numero così scarso di risorse possa portare alla morte del mondo FLOSS?

L: Penso sempre che più sia meglio. Se guardi su Distrowatch.com vi sono più di 200 distribuzioni Linux/BSD che sopravvivono rispetto alle 500 totali che hanno fermato il proprio sviluppo nel corso degli anni a partire dal 1991. Questa è una buona cosa. C'è un aspetto darwiniano in tutto questo, le distribuzioni forti sopravvivono e fioriscono mentre quelle non molto forti appassiscono e muoiono. Non è sempre così (ci sono stato distribuzioni molto buone, come Wolvix, che hanno fallito pesantemente e oggi non esistono più), ma non c'è nulla di giusto o sbagliato in questo. È solo il modo in cui vanno le cose.

È lo stesso con i programmi FLOSS, siano effettivamente programmi o cose come i desktop environment. Nel caso di Wayland o Mir, comprensibilmente X sta invecchiando e qualcuno pensa che debba essere rimpiazzato o che X necessiti qualche "aiuto" (gli sviluppatori di Wayland affermano che il loro prodotto non è un sostituto di X). Questo è tutto da vedere, ma mettiamolo da parte.

Riguardo a Mir, sembra che Canonical stia reinventando la ruota quando si tratta di rimpiazzare X. E hanno le loro ragioni, ma c'è una differenza tra l'essere un grande membro della community FLOSS e seguire il tuo percorso aspettando che tutti seguano te. Chiaramente, Ubuntu ha preso la sua strada con Unity e gli altri progetti casalinghi e, come Unity, anche Mir ha una finestra di usabilità molto ridotta (sia Kubuntu che Lubuntu non lo useranno per le prossime release). Ma tornando al punto principale: Canonical/Ubuntu aveva il diritto di creare il proprio rimpiazzo per X? Certo. Ciò lo rende giusto? Quando X funziona e stai facendo un rimpiazzo di un rimpiazzo (non usando Wayland), direi che stai reinventando la ruota (altri la possono pensare diversamente e va bene così), ma puoi comunque farlo. Tutto questo significa che Canonical/Ubuntu è più interessata ai propri interessi commerciali che alla comunità FLOSS? Certamente sì.

Per concludere questa domanda, le cose da guardare sono non soltanto la quantità di contributo che Canonical/Ubuntu porta alla più ampia comunità FLOSS - che è squallida - ma anche all'adozione di quello che effettivamente hanno contribuito: Per esempio, quante distribuzioni hanno abbracciato Unity?


I: Nel mondo FLOSS vi sono molti leader con comportamenti differenti. Pensi che ce ne sia davvero bisogno? È meglio un dittatore benevolo come Mark Shuttleworth o un non-leader come Aaron Seigo? Che tipo di leader è Corenominal in questo senso?

L: Abbiamo bisogno di leader? Domanda difficile. Sì e no. Sì, ne abbiamo bisogno perché i leader reali (quelli che capiscono la leadership positiva e sono davvero ottimi leader) sono la giusta guida che indica la direzione da prendere sia nei loro progetti che, in modo più ampio, nella community FLOSS. Certo, non abbiamo bisogno di leader auto-proclamati che saltano fuori ogni tanto.

Alcuni sono obbligati a stare in prima linea a causa del loro passato: indipendentemente dall'opinione sul loro comportamento, Linus Torvalds e Richard Stallman sono punti fermi. Sebbene qualcuno abbia da ridire sui loro comportamenti ogni tanto (e anche io ho scritto in proposito), non ho alcuna obiezione riguardo a Linus che si comporta "da Linus" e RMS che si comporta "da RMS". Non sono perfetti e non dobbiamo aspettarci che lo siano. Per quanto siano grandi i loro successi, sono uomini, non robot.

Ma chi sono i leader veramente positivi nel FLOSS? In prima battuta direi Jon "maddog" Hall e Aaron Seigo perché entrambi svolgono il loro compito in modo esemplare e facendo ciò che va fatto, senza proclami, e ciò è molto importante. In questa categoria sicuramente ricadono anche Patrick Volkerding, il creatore e manutentore di Slackware, e Bill Kendrick, il creatore di Tux Paint. Ovviamente i leader positivi non sono tutti uomini: Dru Lavigne ha avuto una meravigliosa influenza nel mondo BSD per anni. Robyn Bergeron, la project leader di Fedora, è un altro esempio. Deb Nicholson, prima con la FSF e ora con l'Open Invention Network a Boston, è un'altra donna che guida dando l'esempio, così come Selena Deckelmann (prima con PostgreSQL, ora con Mozilla credo) e Elizabeth Krumbach Joseph di Xubuntu e Debian.

Vi sono molti eroi che passano inosservati nel FLOSS, coloro che semplicemente fanno il loro lavoro e non ricevono complimenti. Sto dimenticando qualcuno che deve essere nominato e mi scuso in anticipo. Sarebbe interessante vedere tra i commenti chi i vostri lettori pensano siano i leader.

Hai chiesto di Philip Newborough (corenominal, leader di Crunchbang). Philip è molto simile a Patrick Volkerding, un leader che lavora duramente sulla sua distribuzione e da l'esempio agli altri. Una delle grandi cose riguardo a Philip è che ha creato una distribuzione secondo il proprio gusto e l'ha condivisa con la comunità FLOSS, ma non è interessato nel dominio del mondo. Ha un detto: "È un errore comune quello di pensare che ogni sviluppatore voglia che il proprio progetto sia estremamente popolare" e credo che questa attitudine sia salutare e serva molto bene la comunità FLOSS.

Ti chiederai come mai non ho nominato Mark Shuttleworth. Non l'ho nominato perché hai chiesto dei leader. Avere un grosso conto bancario, un ego smisurato e un'attitudine da "my way or the highway" [traducibile con un "o mangi la minestra, o salti dalla finestra" ndt] riguardo al FLOSS non ti rendono un leader.


I: Secondo te, quali sono i programmi FLOSS più interessanti che vedremo emerge nei prossimi anni? Niente di "grosso" come LibreOffice o Gimp, qualcosa di più fresco!

L: Non sei corretto nei confronti di LibreOffice e GIMP, specialmente GIMP che dopo anni ha finalmente realizzato un'interfaccia a finestra singola che tutti aspettavamo. :-)

Vi sono molti progetti FLOSS, grandi e piccoli, che sono interessanti, ma non posso dirti davvero quali emergeranno nel corso degli anni perché semplicemente non lo so. Quel che trovo più interessante recentemente a livello di sviluppo è il numero sempre crescente di database (MariaDB, MongoDB e altri) che stanno rimpiazzando MySQL e il vedere come si evolverà la situazione nel tempo. Certo, non per iniziare una discussione sui database, ma sono al cento per cento con PostgreSQL! Se però preferisci un altro database e funziona per te, allora è ottimo comunque.

Personalmente ora come ora sono più interessato ai piccoli strumenti che fanno funzionare bene quelli più grossi. Ad esempio, insegno Python agli studenti delle scuole superiori come volontario (mia figlia è una degli studenti) e abbiamo iniziato ad utilizzare un microframework chiamato Flask e amo usarlo, così come gli studenti. Circa un anno fa il mio amico Don Parris ha notato una certa irreversibilità nelle cancellazioni, insita in Bash. Così Don ha scritto uno script per tenere quei file in giro in caso ci sia un momento "ooops-avevo-bisogno-di-quel-file-dopotutto" e lo ha reso disponibile (è chiamato Bash Trashman o qualcosa di simile).

Se un programma FLOSS è fedele al suo scopo di fornire software di qualità che aiuta la comunità (e se ha una forte leadership da parte di una o più persone) allora sicuramente emergerà e crescerà. E sarà interessante assistere a ciò.

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martedì 17 settembre 2013

Intervista a Nick Schermer, il leader di Xfce

Xfce è un Desktop Environment stabile, leggero e altamente personalizzabile che negli ultimi anni ha ricevuto sempre più consensi nonostante l'incremento esponenzionale del numero di concorrenti sulla piazza.



Nei giorni scorsi ho contattato Nick Schermer, uno dei boss di Xfce per fargli alcune domande riguardo lo sviluppo futuro di questo DE e sentire alcuni suoi pareri riguardo la situazione attuale del mondo GNU/Linux, ecco l'intervista completa tradotta in italiano (qui, invece, potete trovare in plaintext la versione originale in inglese).

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Intervistatore (aka Io): Sappiamo già qualcosa riguardo ciò che fai per Xfce e come sei arrivato a sviluppare questo DE (si veda questa intervista, in inglese), ma non credo di essere l'unico che si domanda come mai, nel 2004 se non sbaglio, hai scelto di contribuire a Xfce invece di optare per i più famosi e più sviluppati GNOME e KDE. Puoi dirci qualcosa di più riguardo a cosa offriva all'epoca Xfce e cosa GNOME e KDE non erano in grado di darti in confronto?

Nick Schermer: Mi piaceva la filosofia di Xfce secondo la quale un'applicazione doveva fare esattamente ciò per cui era stata creata. Il codice di Xfce inoltre è facilmente comprensibile il che è molto utile se non sai nulla di C/GTK+ e dei puntatori.


I: Pensi che oggi tale risposta sarebbe ancora valida o vi sono più (o meno) motivi per preferire Xfce rispetto ad altri Ambienti Desktop?

N: Uso abbastanza spesso altri Desktop Environment, ma Xfce resta sempre quello su cui mi trovo meglio. Di sicuro è così anche perché conosco praticamente ogni minuscolo dettaglio di Xfce dunque non credo sia un paragone molto corretto, ma la risposta è comunque quella.


I: Cosa ne pensi delle librerie Qt? Il principale sviluppatore di Lxde ha affermato che il porting dei programmi dalle Gtk2 alle Qt è più semplice della transizione da Gtk2 a Gtk3 quindi te lo devo chiedere: come mai la decisione di portare Xfce alle Gtk3 invece delle Qt? C'è una ragione specifica dietro questa scelta?
[NOTA: non trovo la fonte riguardo all'affermazione dello sviluppatore di Lxde quindi do per scontato di aver letto male io qualche notizia.]

N: Dubito sia più semplice alla luce del fatto che Gtk3 e Gtk2 sono sostanzialmente la stessa cosa (dal punto di vista delle API). Posso immaginare che molte cose siano più facili utilizzando le Qt quando devi scrivere un programma per la prima volta, inoltre Qt è un toolkit molto più vasto dunque vi sono molti più modi e scorciatoie per arrivare dal punto A al punto B. Nei primi giorni di vita di Xfce, Gtk1 era il toolkit migliore sulla piazza, ora lo è Gtk2 e in futuro lo sarà Gtk3, personalmente non vedo motivi per cambiare.


I: Parlando di Gtk3, hai incontrato (o stai incontrando) qualche grosso problema nell'aggiornare tutto l'ecosistema di Xfce a queste nuove librerie? È questa la ragione del ritardo nel rilascio della versione 4.12 (so che comunque sarà basta ancora sulle Gtk2, ma se non sbaglio alcune parti di Xfce potranno compilare anche con le Gtk3)?

N: Oltre il fatto che il porting richiede moltissimo lavoro e nessuno vuole concentrare ogni ciclo di release su quello (semplicemente perché rompe sempre qualcosa agli utenti e non è assolutamente divertente), i temi erano un problema per le prime release delle Gtk3. Per gli sviluppatori non è un problema, ma farebbe arrabbiare parecchi utenti.
La prima release che abbiamo testato non era inoltre molto leggera e sembrava lenta, probabilmente anche a causa del nuovo engine CSS per i temi. Ad oggi le Gtk3 sembrano molto buone e le nuove feature stanno scavalcando i lati negativi. Secondo me è ora che dovremmo scegliere di portare il tutto a un nuovo toolkit: non quando tutto è nuovo e luccicante, ma quando sia gli utenti che gli sviluppatori possono beneficiare dal'aggiornamento.
Il fatto che alcune componenti funzionano parzialmente con le Gtk3 è principalmente per una questione di test. Ci offre una migliore comprensione del lavoro richiesto per il porting e contente a chiunque di lavorare al porting quando si vuole.


I: Oltre a quello, cos'altro possiamo aspettarci noi utenti dalla prossima release (sia sopra che sotto il cofano)?

N: Il supporto alle tab in Thunar, tecnicamente previsto per la versione 4.12 anche se da quando l'ho implementato ho già rilasciato un paio di release stabili visto che le dipendenze erano bene o male le stesse della 4.10 dunque lo si vede già in molte distribuzioni. Miglioramento della gestione dello schermo (supporto a randr) e un bel po' di altri piccoli fix per rendere Xfce migliore.


I: Teoricamente, se potessi "rubare" una feature da un altro DE, quale sarebbe? E se potessi istantaneamente implementare una nuova feature in Xfce, quale sceglieresti?

N: Nessuna, ovvio ;-)


I: Qual è la tua opinione sulla vicenda Wayland/Mir? Sei più un tipo da "vivi e lascia vivere" oppure sei felice/triste di questa frammentazione a così basso livello?

N: Mi piace il concetto di Wayland anche perché gli sviluppatori di X sono convinti che sia un miglioramento di Xorg. Forse è solo un po' troppo presto per utilizzarlo in un ambiente di produzione.
Mir è qualcosa che non capisco dal punto di vista tecnico perché significa solo più lavoro per le altre comunità (principalmente riguardo i toolkit) se lo faranno. Tecnicamente non c'è molta differenza tra Wayland/Mir (almeno niente che non possa essere superato secondo me), sembra semplicemente che Canonical voglia si suo "fork" per velocizzare lo sviluppo di Ubuntu.
Per adesso penso che tutti i Desktop Environment debbano seguire le indicazioni di Freedesktop.org.


I: In futuro Xfce supporterà uno di questi display server?

N: Gtk3 supporta Wayland dunque così sarà anche per Xfce, ma è qualcosa per dopo il porting visto che vi sono molti trucchetti specifici per X nel codice. Inoltre il comportamento di alcune applicazioni cambierà (principalmente Xfwm4) quindi c'è da pensarci bene.


I: So che uno dei problemi principali di Xfce è la mancanza di sviluppatori, hai qualche suggerimento/link da suggerire a coloro che volessero iniziare a contribuire al codice? Avete mai considerato di aprire un qualche genere di "sistema di ricompense" per supportare lo sviluppo di Xfce?

N: Eventualmente potremmo mettere in piedi un sistema di ricompense con la fondazione, ma sfortunatamente anche questo è un progetto che si sviluppa lentamente. Riguardo all'iniziare a contribuire: ho sempre detto di provare a sistemare i bug che ti affliggono o implementare una funzione che vorresti vedere. Sotto questo aspetto è tutto derivato dalla motivazione, se davvero vuoi farlo e hai seguito il progetto per un po' (commit, mailing lists) sai da dove partire e a chi chiedere.


I: Un'ultima domanda e stavolta sarò parecchio egoista: mi manca molto una funzione come Exposé/Scale in Xfce/Xfwm, pensi che vedremo mai qualcosa di simile o dobbiamo continuare a ricorrere a software esterni?

N: Se davvero la vuoi, lascio a te la risposta ;-)

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