martedì 29 ottobre 2013

Ripariamo ai danni fatti!

I quattro gatti che leggono questo blog sono tutti Nerd, ma anche tra i Nerd ci sono diverse tipologie, questo articolo va a quelli che appartengono alla MIA categoria, quella dei Kamikaze.
I Kamikaze sono profondamente ammalati di aggiornite estrema, curiosità spasmodica ed incontrollabile e con un certa voglia di sperimentare la qualunque.
Questa categoria di Nerdoni maledetti si trova spesso a dire fra se e se frasi del tipo:
"No dai, non mi serve, non posso rischiare il computer per questa prova"
E cinque minuti dopo stanno formattando il computer al grido di banzai con l'insana speranza che quel sistema operativo in super pre alpha in realtà funzioni correttamente.
Di solito non funziona ed il Kamikaze si ritrova, quando va bene, un prompt dei comandi, i dischi andati a quel paese e l'orgoglio ferito.

In questa situazione si riconoscono le tre tipologie di Kamikaze.
Quelli che non sapevano di esserlo, stanno piangendo calde lacrime per aver perso anni di lavoro di foto e video raccolti in lunghe e solitarie notti su internet.
Quelli che erano consapevoli di esserlo ma non avevano ancora letto questo articolo e stanno bestemmiando alla ricerca di una qualunque periferica bootabile per ripristinare il computer.
Quelli consapevoli e che hanno letto ed imparato le basi per il Kamikaze.

Primo consiglio, davvero base, preparatevi una chiavetta usb bootabile, con la distro che preferite e verificate prima di far cazzate se funziona. Trattatela bene, datele un nome e mettetela al sicuro, credetemi, mi ringrazierete.

Secondo consiglio, fate i backup, almeno dei dati che non volete perdere ma, soprattutto, siate consapevoli di quelli che proprio non volete perdere.
Quei file è meglio se sono in un disco fisso esterno non attaccato al computer mentre fate prove ed utilizzate il vostro pc come fosse un caccia di tipo zero.

Fino a qui è solo buon senso (che non è poco), cosa che a noi Kamikaze davvero manca...di brutto!

Deja-Dup
In un articolo precedente vi ho parlato di back in time per far backup e confermo che sia davvero superiore rispetto a deja-dup.
Ma Deja-dup ha un vantaggio, un solo grosso vantaggio, basta dirgli dov'è la cartella di backup e lui ripristina senza fare troppe domande, mentre Back in time è più pretenzioso per recuperare i backup partendo da una installazione nuova. Pretende che tutto sia come prima, Deja-dup è più lasco e quando stai ripristinando la tua macchina alle due di notte, questa cosa è un vantaggio.

Quindi, se state per lanciarvi in una missione suicida, fate un bel backup con Deja-dup su disco esterno.

Comandi da terminale
Noi di norma abbiamo al nostro servizio strumenti per installare davvero potenti, quindi sfruttiamoli.
Salviamo la lista dei pacchetti che abbiamo installato, in modo da poterli reinstallare velocemente.

Fedora:
rpm -qa > installed-software.log
Questo comando salva la lista dei pacchetti installati, salvate il file in un luogo protetto.
yum install $(cat installed-software.log)
Con questo invece ripristinerete i software, con una accortezza, dovete prima abilitare tutti i repository non standard che avevate precedentemente installato.
In questo modo reinstallarete in un colpo solo tutto quello che avevate installato, ad esclusione, ovviamente, degli rpm eventualmente installati a mano.

Debian:
dpkg --get-selections > /backup/installed-software.log
E per ripristinare
dpkg --set-selections < /backup/installed-software.log
Restano valide le stesse considerazioni fatte prima, dovete ripristinare tutti i repository extra e non verranno ripristinati i deb installati a mano.

EDIT, aggiungiamo anche Arch a grande richiesta.

Archlinux: 
Per salvare la lista di pacchetti installati
pacman -Qqe | grep -v "$(pacman -Qqm)" > pkglist.txt
E per ripristinare.
pacman -S --needed $(cat pkglist.txt)
Vale il medesimo discorso fatto per le altre distribuzioni, si debbo abilitare tutti i repo precedenti e, non si ripristinano i pacchetti eventualmente installati a mano.



Ora siete pronti a fare dei vostri computer carne da macello ed averlo ripristinato in men che non si dica.